Mi vengono molte cose in mente pensando alla parola ‘piazza’, cose belle e cose tristi: gente che si incontra, bimbi che giocano, due amanti che si baciano, piazza Carlo Giuliani ragazzo. Tra tutte queste immagini però ho difficoltà a ritrovarne due: parcheggio e strada.
Facciamoci un bel flash back... Negli anni passati Pomezia era inondata di denaro pubblico e gli "imprenditori" facevano affari d'oro con denaro non loro, la disoccupazione era quasi inesistente ed i palazzinari, per la fretta di costruire abitazioni per gli innumerevoli operai in arrivo dalle più disparate zone d'Italia, avevano, insieme ad amministratori poco attenti, iniziato a costruire palazzi su palazzi, case su case. Erano anni in cui si lavorava molto, e Pomezia prendeva la nomina di "città industriale-dormitorio"; dal lunedì al venerdì si lavorava, la sera si riposava e nel week-end o si tornava al paesello natio o si preferiva la classica gita.
Cosi tutto proseguiva invariato, senza che nessuno si lamentasse troppo: in fondo le case costavo due lire, il lavoro c'era (sigh...c'era), Roma, il mare ed i Castelli a due passi, un'infinità di parcheggi e zero traffico. Passata l'epoca d'oro del denaro che pioveva dal cielo, gli "imprenditori" si sono visti bene di rischiare soldi loro: hanno preso baracca ed hanno lasciato i burattini al loro destino. Con un po' di tempo libero in più qualcuno si è chiesto: "ma quando la gente non dorme e non lavora, che fa?". Se mi consentite do io una risposta: "S'incontra!". Una città di 40.000 abitanti non può pretendere che gli unici punti di aggregazione siano bar, pub e roba del genere, per non parlare di chi ha bimbi o delle persone anziane. Ce lo vedete un anziano al pub o un bimbo a giocare con la bici nel bar? Noooo!
Allora evviva le piazze, quelle vere! Evviva le piazze in cui ci si incontra, si discute, si scambiano idee, si conosce gente nuova, in cui ci si possa semplicemente sedere e leggere, o si possa giocare con i propri figli o, perché no, innamorarsi. Evviva le piazze in cui ti fai una partita di pallone senza il terrore di essere investito, in cui levi le "rotelle" alla bici di tuo figlio e se cade non gli passa sopra una betoniera.
Pazienza se abbiamo perso un po’di parcheggi: meglio, così eviteremo di prendere la macchina. Pazienza se la viabilità è peggiorata, impiegheremo 2 minuti e 47 secondi in più a raggiungere il luogo che ci siamo prefissati. Lo so, a molti non piacciono esteticamente o urbanisticamente od a livello architettonico. Ok, questo è legittimo, e se ne può discutere. Ma di certo non si può obbiettare sul loro valore sociale ed aggregante.
Un ultimo consiglio, non appena ne avrete voglia, fatevi una passeggiata per le nuove piazze: sono pienissime di gente!!! Forse Pomezia, che non è più città industriale, non vuole più essere una città-dormitorio.
Vado a farmi una passeggiata... Ciao
* inviato da Aldame