Forum (le buone intenzioni durano poco)*

scritto da diego24 il martedì, 08 agosto 2006,15:50

Ho votato la nuova amministrazione. E' difficile parlare di questa amministrazione. Non sembra, a sentire di molti, un buon inizio. Forse ho capito male, come tante volte. Perciò faccio delle domande.
 
C'era un forum sul sito del sindaco (
http://www.enricodefusco.it/forum.php), dove anche lui inizialmente partecipava rispondendo, incoraggiando alla discussione. Alcuni ponevano dei problemi, aspettando le soluzioni, anche ai dirigenti comunali, ma non ricevendo risposte dalla segnalazione passavano alla critica. Alcuni avevano scritto che avevano posto i problemi direttamente a De Fusco, perciò lo avevano incontrato. Alcuni si aspettavano (addirittura) "un'altra Pomezia" come promesso.
 
Tutti sono rimasti delusi: per le mancate risposte. Perchè il sindaco aveva promesso di incontrarli.
 
Da qualche giorno il forum è inaccessibile (forse un guasto tecnico? Perché non scriverlo?). Sono stati tolti anche tutti i post. Viene il sospetto che la nuova amministrazione, visto che dal consenso si passava alle critiche, abbia deciso di chiuderlo. Se è così non serve nascondersi. Alla prossima alcune carenze e mancate promesse.
*inviato da Giuseppe Argentini
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Ma in doppia fila si paga il parcheggio?

scritto da andrij83 il venerdì, 14 luglio 2006,20:18

Parchimetro

L’istituzione di aree di sosta a pagamento e relative tariffe. Questo era l’ultimo punto all’ordine del giorno dello scorso consiglio comunale del 12 luglio. Come molti "analisti" pronosticavano, il punto è stato ritirato, ma nell’ambiente c’è chi giura che già nel prossimo consiglio comunale si dovrà discutere questo, per alcuni, annoso punto.
 
Come al solito l’opinione pubblica si spaccherà in due. Da una parte i favorevoli dall’altra i contrari. Io sono abbastanza favorevole ad una decisione di questo tipo. Ciò per vari motivi.  
 
Uno dei principali è il fatto che Pomezia è rimasta praticamente una delle poche realtà a non adottare questo metodo nelle strade del centro. Basta farsi una passeggiatina sui Castelli o verso Anzio e Nettuno per rendersi conto che le strisce blu, il nemico di ogni automobilista, sono infatti ovunque.
 
Ma anche perché una decisione di questo tipo potrebbe servire a farci uscire dal circolo vizioso secondo cui la gente che esce di casa per andare al negozio che gli sta a 1 km utilizzi la macchina. E allora, una volta in macchina, se poi trova parcheggio a 400 metri non ce la può mettere. Ormai è uscita con la macchina. Non dico che dovrebbe parcheggiare dentro al negozio, ma a non più di 10 m. Al massimo potrebbe parcheggiare dalla parte opposta e attraversare la strada. Ma al massimo!!! E fu così che su Via Roma e altre vie di maggior passaggio si crearono doppie file da una parte e dall’altra.
 
Faccio di queste considerazioni perché mi rendo conto che anche io, come un po’ tutti, sono afflitto da sindrome di comodità e quindi se ho la macchina a disposizione preferisco utilizzarla. E mi rendo conto che al massimo percorro un chilometro; quando, invece, mi reco a Roma per l’università, a piedi ne faccio anche più del doppio.
 
Quindi se questo provvedimento riuscirà, come penso e spero, a farci uscire da questa situazione, ben venga. E allora vorrei anche proporre che i soldi ricavati (50 centesimi all’ora mi sembra un prezzo equo) siano riutilizzati per la costruzione di piste ciclabili che non guasterebbero.
 
Dopo tutto, un’altra Pomezia è possibile… no?
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O Patria o Muerte!

scritto da andrij83 il venerdì, 14 luglio 2006,11:29

Festa al Circo MassimoL'Italia ha vinto il mondiale. In questo mese tutti ci siamo sentiti un pò più italiani. Forse qualcuno, apparte le frasi di circostanza, ci si è sentito per la prima volta. Tutti o quasi, col nostro bel tricolore appeso al balcone.

Almeno nella zona dove abito io qualcuno è già scomparso. Già c'è qualche italiano in meno. Da qualche parte ho sentito dire che era merito di Ciampi che c'ha fatto riscoprire il tricolore, l'inno, l'orgoglio nazionale, anche a sinistra. Ma io mi chiedo se mettere alle finestre la bandiera per un mese, andare in giro a fare caroselli siano i simboli di un riscoperto patriottismo.

Sarà, ma dal mio balcone non ha sventolato nessuna bandiera, tranne quella della pace (che è lì da 4 anni e che in qualche modo a mio parere rappresenta l'unione di tutti i popoli contro qualsiasi differenza etnica) in molti casi non sono riuscito neanche a tifare Italia. Sarà che per me il calcio è ancora un gioco, il più bello, e quindi mi piace chi gioca bene a preiscindere da chi sia. Sarà che c'erano tante squadre di nazioni che amo profondamente e visceralmente. Ma soprattutto è per il fatto che per sentirmi italiano non ho bisogno di 11 ominidi che tirano calci ad un pallone.

Ogni giorno della mia vita sento amore per il mio paese e per il mondo che lo contiene. Ogni giorno mi sento italiano ma al contempo cittadino del mondo. Ogni volta che vado a votare lo faccio non per me, ma perchè credo che il mio dovere da italiano, da uomo, sia di andare alle urne e votare per quello che reputo il migliore per il mio paese. Se ho deciso di usare tanto del mio tempo per fare politica in modo attivo è perchè credo sia quello l'unico modo per fare qualcosa per l'Italia e per il Mondo.

Perchè se è vero che sulla carta i confini esistono nella realtà dovremmo fare in modo che si disgreghino, buttando giù i muri (simbolici e reali) che separano i popoli. Quindi, per 365 giorni l'anno, Viva l'Italia, ma Viva l'intero pianeta, che, almeno in questo caso più che un'esultanza è una speranza.

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Agorafobia*

scritto da diego24 il giovedì, 29 giugno 2006,08:46
Piazza Indipendenza
Mi vengono molte cose in mente pensando alla parola ‘piazza’, cose belle e cose tristi: gente che si incontra, bimbi che giocano, due amanti che si baciano, piazza Carlo Giuliani ragazzo. Tra tutte queste immagini però ho difficoltà a ritrovarne due: parcheggio e strada.

Facciamoci un bel flash back... Negli anni passati Pomezia era inondata di denaro pubblico e gli "imprenditori" facevano affari d'oro con denaro non loro, la disoccupazione era quasi inesistente ed i palazzinari, per la fretta di costruire abitazioni per gli innumerevoli operai in arrivo dalle più disparate zone d'Italia, avevano, insieme ad amministratori poco attenti, iniziato a costruire palazzi su palazzi, case su case. Erano anni in cui si lavorava molto, e Pomezia prendeva la nomina di "città industriale-dormitorio"; dal lunedì al venerdì si lavorava, la sera si riposava e nel week-end o si tornava al paesello natio o si preferiva la classica gita.
 
Cosi tutto proseguiva invariato, senza che nessuno si lamentasse troppo: in fondo le case costavo due lire, il lavoro c'era (sigh...c'era), Roma, il mare ed i Castelli a due passi, un'infinità di parcheggi e zero traffico. Passata l'epoca d'oro del denaro che pioveva dal cielo, gli "imprenditori" si sono visti bene di rischiare soldi loro: hanno preso baracca ed hanno lasciato i burattini al loro destino. Con un po' di tempo libero in più qualcuno si è chiesto: "ma quando la gente non dorme e non lavora, che fa?". Se mi consentite do io una risposta: "S'incontra!". Una città di 40.000 abitanti non può pretendere che gli unici punti di aggregazione siano bar, pub e roba del genere, per non parlare di chi ha bimbi o delle persone anziane. Ce lo vedete un anziano al pub o un bimbo a giocare con la bici nel bar? Noooo!
 
Allora evviva le piazze, quelle vere! Evviva le piazze in cui ci si incontra, si discute, si scambiano idee, si conosce gente nuova, in cui ci si possa semplicemente sedere e leggere, o si possa giocare con i propri figli o, perché no, innamorarsi. Evviva le piazze in cui ti fai una partita di pallone senza il terrore di essere investito, in cui levi le "rotelle" alla bici di tuo figlio e se cade non gli passa sopra una betoniera.
 
Pazienza se abbiamo perso un po’di parcheggi: meglio, così eviteremo di prendere la macchina. Pazienza se la viabilità è peggiorata, impiegheremo 2 minuti e 47 secondi in più a raggiungere il luogo che ci siamo prefissati. Lo so, a molti non piacciono esteticamente o urbanisticamente od a livello architettonico. Ok, questo è legittimo, e se ne può discutere. Ma di certo non si può obbiettare sul loro valore sociale ed aggregante.
 
Un ultimo consiglio, non appena ne avrete voglia, fatevi una passeggiata per le nuove piazze: sono pienissime di gente!!! Forse Pomezia, che non è più città industriale, non vuole più essere una città-dormitorio.

Vado a farmi una passeggiata... Ciao
   
  
* inviato da Aldame
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Vetri Neri

scritto da Fral il domenica, 25 giugno 2006,19:48

bmw1Se c’è un fatto che mi provoca travasi di bile sono i discorsi di alcuni nostri “politicisti” (coloro che considerano la politica una professione per far soldi) che hanno in mano le redini del governo locale. A tutti è capitato di sentirli, e non solo in campagna elettorale, lamentarsi delle cattive condizioni in cui versa il territorio in cui esercitano ed elencare una serie di provvedimenti che tutti noi auspicheremmo. A me è capitato addirittura di ascoltare un consigliere di Forza Italia annunciare controlli serrati contro l’abusivismo edilizio o misure anti-inquinamento (sic!).

Ultimamente il politicista è avvezzo farsi ammirare alla guida di sfavillanti fuoristrada da 5 km al litro con tanto di vetri neri. Sarà per colpa delle pellicole scure che questi personaggi non si accorgono dello schifo che li circonda? Se così fosse ci sarebbe una ragionevole giustificazione al loro decisivo contributo ad alimentarlo. Ma purtroppo i vetri scuri non servono a non vedere fuori, ma a non vedere dentro. (Una domanda che non c’azzecca niente: perché mai un politico, che punta tutto sull’immagine e sulla visibilità, non dovrebbe farsi riconoscere?). Il politicista sa benissimo dello schifo che lo circonda e ciò che mi fa incazzare è proprio questa sua consapevolezza di vivere in un luogo brutto e apatico e che sta inesorabilmente regredendo verso il peggio.

Questi personaggi sanno benissimo ciò di cui la popolazione ha bisogno ed è proprio facendo della retorica sui bisogni della gente che riescono ad “estorcere” voti. Il politicista non è stupido, sa quello che sarebbe GIUSTO fare ma ad esso antepone altre priorità come l’INTERESSE PERSONALE che soverchia ogni tipo di riflessione morale su ciò che è giusto fare. È come per i vetri neri: il politico vede benissimo fuori...è dentro di sé che sembra aver eretto una fortificazione a prova di scrupolo morale. Questa ipocrisia mi fa proprio incazzare!

Lo so, sto scrivendo delle ovvietà sulle quali tutti voi avete già riflettuto da tempo; ma è proprio delle ovvietà che voglio discutere qui con voi.

È a tutti ovvio infatti che se i componenti di una società si comportassero tutti bene (termine generico ma qui non importa definirlo in modo preciso) non ci sarebbe bisogno di temere nessuno e si vivrebbe in armonia. “L’altro da sé” verrebbe visto come un affine e non come una minaccia (come avviene attualmente). Ci sarebbe sostegno reciproco anche tra sconosciuti e non esisterebbero porte blindate, antifurti, grate, assicurazioni, recinzioni, telecamere, muri, fili spinati. Nessuno ruberebbe, tutti pagherebbero le tasse (di meno), le risorse pubbliche verrebbero investite in modo da rendere un reale e tangibile servizio alla comunità, nessuno si sognerebbe di inquinare terra, acqua, aria, le aziende non approfitterebbero dei consumatori, i coltivatori non avvelenerebbero i loro prodotti con pesticidi, negli ospedali ci sarebbe maggiore attenzione per i pazienti, non ci sarebbero automobilisti arroganti, insomma...staremmo TUTTI meglio.

È vero, una società così esiste solo nella mente di qualche sognatore, ma non è per tendere ad essa che il politico dovrebbe lavorare ed essere pagato? Non vogliamo tutti vivere meglio piuttosto che peggio? Non siamo forse tutti consapevoli che alla società attuale ne potrebbe succedere una più pacifica e civile? È ad essa che il politicista allude quando è in cerca di consensi, ed è ad essa che sa di rinunciare quando antepone l’interesse personale a tutto il resto. Sa di rinunciare ad una società migliore e più giusta da godersi e da far godere, e tutto questo per un pugno di quattrini in più. A voi non fa incazzare? Come possiamo fargli capire che conviene anche a lui costruire una bella scuola invece di palazzacci? Paradossalmente a pensare solo a sé ci si rimette. Il politicista questo non lo ha ancora capito.

Alcuni economisti americani hanno dimostrato che il comportamento cooperativo, oltre a ad essere preferibile a quello auto-interessato per ragioni di tipo morale, perché rinsaldano l’unione tra le persone, aumenta la fiducia e la concordia tra gli individui, contrasta l’esclusione sociale, conduce anche a risultati superiori in termini di vantaggio personale, in una parola: rende più felici.

Ma allora perché assistiamo a realtà come Ardea e Pomezia in cui anche chi più di ogni altro dovrebbe pensare al NOI, il politico, pensa esclusivamente al MIO? Il politico-costruttore-deturpatore-malfattore è sicuro, anche pensando esclusivamente al proprio vantaggio, che gli convenga continuare ad agire come ha sempre fatto?

Mi rendo conto dell’ingenuità di questi discorsi, ma a volte l’ingenuità svela verità disarmanti, e parlarne può farle risplendere.

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