SOS Acqua Pulita: Uganda

scritto da giorgia24 il mercoledì, 14 febbraio 2007,17:35

Durante il XIX secolo, Londra fu afflitta da terribili epidemie di Colera, causate dalla pessima qualità dell'acqua proveniente dal Tamigi e utilizzata per soddisfarre i primari bisogni umani. Nel 1858 l'amministrazione pubblica inglese decise di investire negli impianti idrici: attraverso la costruzione di funzionali sistemi fognari riuscì a separare le acque, potabilizzando la quota destinata ai fabbisogni primari dei cittadini, garantendo in questo modo ad essi una qualità di vita decisamente superiore. In seguito ai brillanti risultati dovuti alla canalizzazione delle acque potabili, le diffuse epidemie di colera scomparvero, e Londra divenne un importante centro di sviluppo e commercio.

 

uganda_fig2In Uganda, invece, ancora oggi si registrano, soprattutto tra i bambini, numeri ingenti di vittime, uccise da infezioni provocate dalle pessime condizioni dell'acqua necessaria alla sopravvivenza. Il "sistema" idrico utilizzato dalla popolazione dei sobborghi Africani è il cosiddetto "sistema dei contenitori di plastica", che consiste nella raccolta di pochi litri di acqua al giorno prelevata dai bambini da "pozzanghere" fangose, acqua sporca ed infetta, che invece di servire da mezzo di sostentamento, assume l'ingrato ruolo di "killer", provocando epidemie letali, soprattutto tra la popolazione appartenente alla fascia infantile.

Dunque i bambini in Uganda, invece di andare a scuola e cercare, per quanto possibile, di creare le basi per un futuro migliore, sono costretti a caricarsi ogni giorno il gravoso onere di procurare l'acqua necessaria alla propria comunità, la stessa acqua che è la responsabile delle loro malattie e sofferenze.

Ma d'altronde come si può pensare di sopravvivere senza acqua? Ma allo stesso modo: quante possibilità ci sono di non morire con QUELL' acqua?

Il caso della città di Musozi, per esempio, è sconcertante: li non ci sono pozzi, come procurarsi il necessario sostentamento idrico?Raccogliendo acqua piovana dai tetti spioventi in lamiera? Neanche ciò è possibile per i cittadini, che devono fare i conti con i lunghi periodi di siccità, e sono dunque costretti a rifornirsi di questo bene, più unico che raro per loro, presso uno stagno che dividono con il bestiame e che è totalmente infestato da parasstiti ed amebe che provocano, tra l'altro, attacchi di Diarrhoea Acuta , incubo e piaga per gli abitanti locali. Si contano oggi tre milioni di bambini morti a causa di questa malattia.

Ma esiste una soluzione capace di salvare l'Uganda da questo stato di emergenza?

Kiwe Sebunya, UNICEF, l'ha trovata. E' riuscito a portare acqua pulita a Rubindi, e a costruire trentasei fontane nella città semplicemente sfruttando una sorgente locata su un rilevo a sette kilometri dal sito, e utilizzando semplicemente la forza di gravità, è riuscito a far arrivare l'acqua ai cittadini.

Ciò non ha migliorato solo le condizioni igienicho-sanitarie della popolazione, ma ha fatto si che i bambini possano dedicare il proprio tempo all'istruzione, ed inoltre Rubindi è oggi divenuta un centro di scambi commerciali, attirando un maggior flusso di persone dai villaggi vicini, e favorendo così un maggior progresso economico.

Ciò dimostra che migliorando le condizioni di vita di queste popolazioni si consente loro non solo di avere maggiori aspettative per quanto riguarda la "quantità" di vita auspicata, ma se ne migliora decisamente anche la qualità.

Nel 1980 l'Uganda poteva far conto solamente sul 10% dell'acqua necessaria alla sopravvivenza. Oggi, grazie all'impegno di persone come Kiwe Sebunya, che lottano affinchè i diritti umani inalienabili non vengano negati a chi vive nel Terzo Mondo, i cittadini ne hanno ottenuto il 50% .

Affianchiamoci anche noi con spirito di Solidarietà al fianco di chi combatte ogni giorno per cambiare le sorti del proprio destino, impegnandoci a sostenere la campagna dedicata alla ripubblicizzazione dei servizi idrici e soprattutto impegnandoci in un utilizzo più consapevole e razionale di questo bene tanto agognato.

categoria: acquabenecomune
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