Acqua pubblica, partecipata, sostenibile.
scritto da diego24 il venerdì, 02 febbraio 2007 ,23:51
In merito alla proposta di legge oggetto della campagna "Acqua Bene Comune" promossa a Pomezia da un Comitato di recente costituzione, evidenziamo qui di seguito i tratti che riteniamo maggiormente salienti e significativi.

Finalità della proposta è la gestione pubblica e partecipativa dell’acqua per garantirne un uso sostenibile e solidale. I principi generali su cui essa si fonda sono il diritto all’acqua come bene naturale e diritto umano universale, una maggiore attenzione nei riguardi delle generazioni future e un’indiscussa garanzia di priorità all’utilizzo del bene acqua per fini umani.
Al fine di garantire un uso “corretto e razionale” delle acque e del territorio, il servizio idrico è considerato privo di rilevanza economica e pertanto fuori dal mercato, ed è finanziato dalla fiscalità. Anche le infrastrutture, in quanto proprietà degli enti locali, sono inalienabili e destinate all’uso pubblico.
Per quanto riguarda la fiscalità generale, essa viene garantita tramite misure particolarmente significative come la destinazione, in Finanziaria, di risorse non inferiori al 5% della spesa militare per l’anno 2005; di 2 miliardi di euro/anno provenienti dalla lotta all’evasione fiscale; di fondi derivanti dalle sanzioni per reati contro il patrimonio idrico e dalla tassazione del suo inquinamento; ed infine dal 10% almeno dell’IVA sul commercio delle acque minerali.
Il processo di ripubblicizzazione avviene in maniera graduale, tramite scorporo e riconversione delle società miste pubblico-privato, entro due anni dall’entrata in vigore della legge, in società a capitale pubblico, e queste ultime in enti di diritto pubblico entro tre anni. La ripubblicizzazione sarà finanziata da un Fondo Nazionale, facente capo al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, alimentato dalla fiscalità e dal sistema tariffario.
L’uso domestico per un quantitativo di 50 l/persona al giorno, è considerato “quantitativo minimo vitale garantito”, pertanto gratuito e coperto dalla fiscalità generale, assicurato anche in caso di sospensione del servizio per morosità. Oltre questo limite, la tariffa per il consumo varia in base a criteri di reddito, composizione del nucleo familiare e quantità erogata. E’ inoltre stabilito il limite di 300 l/persona oltre il quale l’utilizzo è considerato a fini commerciali.
Infine, la legge prevede, in linea con la vocazione internazionale della campagna, l’istituzione di un “Fondo Nazionale di Solidarietà Internazionale” da destinare a progetti di sostegno di accesso all’acqua, gestiti attraverso forme di cooperazione decentrata e partecipata, alimentato, tra l’altro, dal prelievo di un centesimo di Euro per m/c di acqua erogata ed uno per ogni bottiglia di acqua minerale commercializzata.
Comitato "Acqua Bene Comune" Pomezia
fonte: www.acquabenecomune.org










